Le dimensioni non contano…o forse si!

Le ultime due settimane sono state decisamente importanti per i trader soliti lavorare sui Futures, dal 6 Maggio sono infatti disponibili i contratti Micro per i principali indici americani, quali Nasdaq, Dow Jones, S&P 500 e Russell.

La maggiore sorpresa in tal senso è stata una discreta liquidità di tali strumenti sin dal primo giorno di contrattazione. Chi è sul mercato da più tempo sicuramente ricorderà quando l’EUREX rese disponibile il Mini-Dax. Ci vollero mesi e mesi finchè lo strumento raggiunse la liquidità necessaria ad essere negoziato senza esporsi al rischio di pericolosi scivolamenti di prezzo.

Questa novità sicuramente rappresenterà una svolta per molti traders, probabilmente molti decideranno di congedare i CFD approdando nel mercato dei Futures, da sempre considerato un po’ “l’elite” del Trading vista la minore modulabilità del rischio che, giocoforza, richiedeva maggiore capitale iniziale.

Oggi grazie a questi Micro è possibile tradare tali strumenti con un rischio di un decimo ( a parità di ampiezza di stop loss ) rispetto al fratello maggiore Mini.

Quindi se per ipotesi volessimo prendere un trade sul Mini del SP 500 con 10 ticks di stop il nostro stop equivarebbe a 125 $, mentre lo stesso trade sul Micro ci darebbe uno stop loss di 12,50 $.

Certo, anche i profitti saranno “decimati” di conseguenza, ma come trader dobbiamo sempre pensare prima al RISCHIO e a quanto possiamo permettercene, ed ecco che il profitto arriverà come naturale conseguenza.

Questo sicuramente apre molte possibilità, può consentire ai trader un pochino più capitalizzati di fare un trading anche di più lungo periodo direttamente sui Futures, oppure può facilitare di molto il passaggio dalla demo al live iniziando a “farsi le ossa” con un rischio più contenuto.

E tutto questo potendo sfruttare i vantaggi di un mercato regolamentato, non soggetto alle recenti limitazioni in fatto di leva, tra cui dati centralizzati sia a livello di prezzo unico battuto in Exchange che di volumi transati, indispensabili per utilizzare l’analisi dell’Order Flow in maniera ottimale.

D’altronde se si è profittevoli con i Mini lo si può essere anche con i Micro e viceversa.

Hem…Non sempre! O meglio, a rigor di logica è assolutamente vero. Ci sono però delle implicazioni sia tecniche che psicologiche che è opportuno considerare se si decide di adoperare contratti Micro.

Innanzitutto il costo, non è senz’altro superiore all’equivalente in CFD, ma in proporzione è superiore al corrispettivo Mini. Questo poi chiaramente dipende molto dalla struttura commissionale che hai in piedi con il tuo Broker.

In secondo luogo bisogna considerare il Micro soltanto come uno strumento “di esecuzione”. Vale a dire che l’analisi che porta a scegliere un trade, sia essa di tipo volumetrico, o di livelli o di pattern, deve riferirsi allo strumento principale, quindi quello che rappresenta il maggior valore di transato, che nel caso degli indici americani è il Mini. Ovviamente tale considerazione vale anche per la scelta dei prezzi dove impostare stop e target.

Infine c’è una considerazione di carattere psicologico, è vero che da un lato rischiare poco può lasciarti più tranquillo, ma al tempo stesso può lasciarti TROPPO tranquillo e portarti ad essere più permissivo nei confronti del tuo piano di trading e/o ad andare più facilmente in overtrading.

Anche 10 Dollari se moltiplicati per 10 operazioni possono diventare facilmente 100. Di profitto o di perdita naturalmente…

In fin dei conti noi Traders dovremmo essere il piu sganciati possibile dal concetto di “valore economico delle nostre operazioni”, molto più efficiente ragionare in ticks/punti. E 10 ticks di Micro da un punto di vista meritorio valgono esattamente, se frutto di un’operazione giusta e ben gestita, come 10 ticks di Mini.

Ti mostro questa operazione che ho eseguito oggi sul future del Dow, con due Mini ad essere precisi. Si tratta di un’operazione molto interessante perchè rappresentava una situazione che spiego nel mio Master in Volumi Istituzionali & Order Flow, una situazione in cui ci si può aspettare uno sviluppo importante di Momentum. Basta cogliere il momento giusto per l’esecuzione, grazie al Footprint Chart, ed ecco che il Momentum non tarda ad arrivare portando il prezzo dritto dritto verso i miei due target.

E quando al livello del target finale accade esattamente ciò che “sospettavi”, perchè non approfittarne anche per un rapido dietro-front?

Ti auguro un buon fine settimana!

Edoardo