Azione, motore…

In questi ultimi giorni sono stato davvero poco sui mercati. Diversi impegni sia familiari che inerenti all’attività di formazione mi hanno tenuto abbastanza attivo su vari fronti e se c’è una cosa che ho imparato in tanti anni di trading è che quando ci si mette di fronte ai grafici con l’intenzione di operare è sempre bene non avere “il tempo contato”.

E soprattutto che la mente non risenta di altri pensieri che possano in qualche modo disturbare la propria capacità analitica sul mercato. Che si tratti di poca tranquillità emotiva data da pensieri vari o preoccupazioni, oppure la fretta di trovare un trade e chiuderlo in profitto il prima possibile perchè “poi ho da fare” cambia poco, in questi casi preferisco astenermi dal tradare, certo, magari darò un calcio a qualche bel profitto che avrei potuto comunque incassare, ma nel trading FORZARE le cose è un approccio che alla lunga diventa addirittura controproducente.

Del resto pensaci bene, nella vita tendiamo spesso a mettere fretta a processi che hanno bisogno dei propri tempi, e dall’altro lato a rilassarci eccessivamente laddove occorre invece azione tempestiva. Sono gli ennesimi scherzi che ci gioca la psicologia non solo nel trading.

Da un lato c’è l’impazienza, la voglia di dimostrare a se stessi e agli altri qualcosa il prima possibile, ma è una voglia prettamente dettata dall’impulsività o dall’ego dato che poi quando si tratta di agire la stessa “iniziativa” diventa sonnolenta.

Ma questi comportamenti sono collegati l’uno con l’altro, infatti se da un lato c’è una parte di noi che scalpita dall’altro ce n’è un’altra che ha paura. Ed esattamente come nei mercati finanziari è più facile avere paura che coraggio.

Sin dai tempi di scuola ci hanno insegnato che sbagliare è un male e l’errore non solo va evitato ma addirittura punito. E qual’è il modo più sicuro per non sbagliare? Non prendere decisioni, non agire e quindi non doversene neanche prendere la responsabilità.

Il trading in questo ci offre una bellissima metafora della vita, meglio rischiare di prendere uno stop per perseguire un profitto, oppure essere sicuri di non prenderlo affatto, assieme alla sicurezza di non prendere neanche il profitto perchè abbiamo scartato o mancato una bella operazione per paura?

Quante volte nella vita ci capita di dire che inizieremo a fare una certa cosa, quando saremo più tranquilli, quando sono finiti gli esami, quando sarò andato in ferie, quando il cane avrà finito di mordersi la coda o quando il coccodrillo avrà finito di piangere perchè ha versato il latte? Dentro di noi le intenzioni sono sicuramente le migliori ma di certo è il nostro inconscio che ci sta trattenendo, per paura di “fallire”, o di prendere una decisione sbagliata.

L’AZIONE è ciò che cambia veramente le cose. e ti dirò di più, a volte più ti senti a disagio nel prendere una decisione e più significa che quella decisione può aprirti qualcosa di importante. Anche a livello “energetico” stai dicendo all’Universo che vuoi essere un protagonista e non uno spettatore.

Attenzione però…questo non significa AGIRE a tutti i costi, magari in maniera scomposta pur di fare qualcosa. Significa semplicemente mettere in atto AZIONI LUCIDE E MIRATE, capaci di far INIZIARE un processo. In molti casi sono poi gli eventi che arriveranno a riflettere quell’azione iniziale e non dovrai fare altro che saperli cogliere e sfruttare al volo.

Proprio come un’opportunità di trading! Pronto ad entrare a mercato, ma senza ricercare affanosamente il trade. Però certo, almeno la piattaforma devi aprirla!

A proposito di opportunità guarda questa di ieri pomeriggio….subito trasformata in denaro sonante, quello vero che si mette in banca.

Non era una giornata preposta al fare trading ieri ma nel corso della sessione stavo spiegando due tecniche di Footprint ad un mio allievo e tra una nozione e l’altra ci siamo presi anche un po di tempo per analizzare l’andamento generale degli americani e del Dax ed era facilmente desumibile un ribasso imminente del prezzo.

Ho deciso allora che dopo la lezione poteva avere senso rimanere un po’ davanti la piattaforma. Senza cercare forzatamente il trade, ma essendo “pronto a riceverlo”. UNA AZIONE-NON AZIONE.

Perchè quando questo ribasso si è palesato aveva tutte le caratteristiche di un MOVIMENTO DI MANIPOLAZIONE PROFESSIONALE.

Complottismo? No, semplicemente consapevolezza che gli Istituzionali NON possono agire in ogni circostanza di mercato, solo in alcune, per tutta una serie di motivi tecnici. E se in quelle zone siamo in grado di riconoscere lo “stile” in cui i volumi vengono scambiati, beh, è bellissimo essere commensali dei loro banchetti! Nello screen del Mini S&P 500 che vedi loro stavano comprando…e compro anche io.

Chiudo il primo contratto a target e il secondo in trailing. Eravamo già a sessione avanzata e per quanto alcune dinamiche siano universalmente valide mi piace ascoltare anche i piccoli sospiri e tentennamenti del mercato, e soprattutto non mi va di “lasciargli” ticks preziosi già conquistati.

Del resto, se la dinamica si ribadisce, posso sempre rientrare con il contratto che intendevo lasciare in trade no?!

A proposito, se hai frequentato il mio corso EDGE in Footprint Chart in questo ultimo screen puoi facilmente capire perchè nell’operazione precedente ho chiuso il secondo contratto in trailing, ed anche questa la chiudero piu o meno a questo livello.

Direi non male per una giornata in cui non avevo proprio intenzione di tradare.

L’azione è il motore della vita, bisogna girare la chiave per accenderlo ma poi per tenerlo acceso non è necessario dare grandi accelerate, anzi, quelle spesso consumano solo benzina! La chiave però va girata….

Ti auguro una buona giornata.

Edoardo